MOSTRA I Via dei Fori Imperiali I 22 marzo – 2 aprile 2017

 

Piranesi Prix de Rome.
IL DISEGNO DELLA NUOVA VIA DEI FORI IMPERIALI.

MOSTRA DEI PROGETTI
della Call Internazionale di Progettazione per la riqualificazione e risignificazione di Via dei Fori Imperiali

Curia Senatus
22 MARZO – 2 APRILE 2017

Opening 22 Marzo
ore 18,00 – 20,00

 

ORARI DELLA MOSTRA

23 – 25 Marzo
Dalle 13,30 alle 17,30

Domenica 26 Marzo
Dalle 14,00 alle 18,00

Lunedì 27 Marzo
Chiuso

28 – 31 Marzo
Dalle 14,00 alle 18,00

Sabato 1 Aprile
Dalle 15,00 alle 18,00

Domenica 2 Aprile
Dalle 13,00 alle 18,00

IL CONCORSO PER VIA DEI FORI IMPERIALI PRESENTATO AL SALONE DEL RESTAURO DI FERRARA

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Il concorso di idee per Via dei Fori Imperali a Roma, bandito dall’Accademia Adrianea di Architettura eArcheologia in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia, sarà presentato pubblicamente in occasione del Salone del Restauro di Ferrara il 7 Aprile prossimo, alle ore 13,45 (Sala D, 1° piano tra Padiglione 5 e 6 ).

L’Accademia Adrianea ha infatti programmato due presentazioni ufficiali del concorso in concomitanza conaltrettanti eventi di notevole importanza, rispettivamente tecnica e simbolica. L’evento di Ferrara è da considerarsi di grande importanza sotto l’aspetto della partecipazione di quell’area di interesse tecnica e culturale, relativa al progetto per il patrimonio e al restauro, che costituisce un target specifico e di potenziale partecipazione al concorso. La seconda presentazione, dalla valenza fortemente simbolica, avverrà a Roma in occasione del Natale dell’Urbe, in prossimità del 21 Aprile prossimo.

L’iniziativa dell’Accademia Adrianea, organizzazione senza scopo di lucro presieduta dal Prof Romolo Martemucci e attiva nel settore della formazione e ricerca scientifica nel settore dei beni culturali, sta interessando non solo il mondo dell’architetttura e dell’archeologia, sia accademico che professionale su scala internazionale, ma in modo diretto l’opinione pubblica nazionale e in particolare l’intera città di Roma. Infatti, essa si colloca in un momento strategico per il futuro della città coincidente con l’elezione del nuovo sindaco. Via dei Fori Imperiali costituisce infatti un nervo scoperto per qualsiasi amministrazione, sia per lo storico dibattito che l’accompagna ormai da quasi mezzo secolo, sia per il reale problema urbano ad essa sotteso sotto il profilo dell’immagine architettonica e monumentale della città, e sotto il profilo della ricerca archeologica.

L’idea dell’Accademia Adrianea di inserire il concorso nel quadro delle attività del Piranesi Prix de Rome 2016 – XIV Edizione, colloca l’evento concorsuale nella grande tradizione culturale romana dell’architettura per l’archeologia innestata dai pensionnaires francesi di Villa Medici e proseguita dalle grandi personalità che prima e dopo l’Unità d’Italia si sono confrontate con il grande tema dell’Area Archeologica Centrale, da Antonio Nibby a Raffaele Stern, da Giuseppe Valadier a Luigi Canina, da Rodolfo Lanciani a Corrado Ricci, da Giacomo Boni ad Antonio Muñoz, fino a Leonardo Benevolo, Vittorio Gregotti e Massimiliano Fuksas in tempi più recenti.

E’ il direttore dell’Accademia Adrianea nonchè curatore del Piranesi Prix de Rome, il Prof Pier Federico Caliari, ad enucleare ragioni, obbiettivi e modalità del concorso, anticipando alcuni dei temi che saranno trattati durante la presentazione a Ferrara. Innanzitutto il perchè del concorso:

 “Il concorso è stato bandito perchè se ne sentiva francamente il bisogno. Questo per due ragioni: da una parte, lo stato delle cose, cioè la necessità di riqualificare una delle strade più importanti del mondo e che tutto il mondo ci invidia, la quale è stata interessata negli ultimi anni da pesantissime trasformazioni che richiedono ora una ricomposizione generale. Dall’altra a causa del consolidarsi di una prassi basata sulla consultazione “privata” anzichè sulla consultazione pubblica. Prassi attiva dagli anni ottanta del secolo scorso e che ha di fatto esautorato l’istituto concorsuale stesso a favore del coinvolgimento diretto di singoli progettisti. Noi consideriamo le questioni relative non solo a Via dei Fori Imperiali ma a tutta l’Area Archeologica Centrale, un corpus problematico enorme e troppo complesso per essere affrontato con modalità parziali e senza il dovuto coinvolgimento pubblico”.

Ci si chiede, evidentemente, cosa si vuole ottenere con questo concorso e se esiste, in prospettiva, un secondo capitolo dopo l’assegnazione del Piranesi Prix de Rome a fine Agosto. Fino a dove si vuole arrivare? E’ stato programmato un sequel? A parlarne è il Prof Luca Basso Peressut, direttore del Piranesi Prix de Rome.

“Questo concorso è finalizzato ad ottenere innanzitutto un risultato scientifico. Il bando è stato disegnato in base a questo principio. Ma il caso ha anche voluto che la procedura corresse anche in parallelo all’elezione del nuovo sindaco di Roma. Non possiamo quindi far finta di niente e non comprendere l’occasione straordinaria che si pone, non solo sotto il profilo mediatico, ma soprattutto sotto il profilo delle politiche culturali che il vincitore della sfida elettorale sceglierà di attuare. L’esito di questo concorso sarà un corpus di idee scientificamente fondate che sarà disponibile per chi governerà la città. Possiamo dire che l’insieme delle conoscenze, idee e strategie progettuali sottese a questa consultazione costituisce un dono molto prezioso offerto alla città di Roma e, speriamo, occasione di sviluppo realizzativo per coloro che meglio figureranno al termine confronto concorsuale”.

Come annunciato da tempo, il bando richiede una particolare modalità di partecipazione, basata sulla collaborazione tra mondo universitario e mondo della professione. Perchè questa formula? A rispondere è il Prof Luca Basso Peressut, direttore del Piranesi Prix de Rome.

“La formula della partecipazione con gestione “biconsolare” dei gruppi di progettazione (un coordinamentoaffidato ad un professore universitario assieme ad un professionista di profilo internazionale) è stata scelta per posizionare l’Università al centro dei processi più qualificati relativi alla progettazione architettonica per l’archeologia e al tempo stesso, offrire ai professionisti non accademici il supporto dell’autorevolezza della ricerca scientifica. Unione necessaria non solo per garantire una qualità allargata anche a livello internazionale, ma anche per ricomporre l’unità del progetto in un’unica figura, quella di docente e di professionista assieme, che l’attuale legislazione italiana sull’Università ha disarticolato con danni incalcolabili, sia nella scuola che nella qualità professionale in generale. Questa formula vuole quindi essere un modello finalizzato anche alla revisione critica della normativa italiana. Naturalmente, ciò prevede anche una partecipazione più complessa da strutturare, che però consideriamo irrinunciabile per una progettazione che non sia solo autoreferenziale”.

Premio Piranesi alla carriera a Yoshio Taniguchi

Yoshio Taniguchi, architect. The Museum of Modern Art, New York. Photo Credit: Timothy Greenfield-Sanders (c) 2001 The Museum of Modern Art

La cerimonia di premiazione avverrà il 18 marzo  a Roma presso la Casa dell’Architettura a partire dalle ore 16.15.

Roma, venerdì 18 marzo 2016 – ore 16.00                                       Casa dell’Architettura, Piazza Manfredo Fanti, 47

L’Architetto giapponese Yoshio Taniguchi, una delle figure più influenti nel panorama internazionale della cultura architettonica museale, ha ricevuto il “Piranesi Prix de Rome”  alla carriera, giunto quest’anno alla sesta edizione.

L’architetto Yoshio Taniguchi a Roma per il conferimento del
Piranesi Prix de Rome alla carriera

Roma, venerdì 18 marzo 2016 – ore 16.00
Casa dell’Architettura, Piazza Manfredo Fanti, 47

L’Architetto giapponese Yoshio Taniguchi, una delle figure più influenti nel panorama internazionale della cultura architettonica museale, ha ricevuto il “Piranesi Prix de Rome”  alla carriera, giunto quest’anno alla sesta edizione.

Il prestigioso riconoscimento è stato istituto dall’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia per premiare i migliori architetti progettisti di Musei e di interventi rivolti alla valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico.

La cerimonia di premiazione, aperta al pubblico, si inserisce quest’anno tra gli eventi che celebrano il 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia. E’ organizzata congiuntamente dall’Ordine degli Architetti di Roma, dall’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia, dalla Fondazione Italia Giappone. Si svolgerà a Roma, presso la Casa dell’Architettura (Piazza Manfredo Fanti, 47), venerdì 18 marzo 2016 alle ore 16:00. In questa occasione, l’Architetto Taniguchi terrà – per la prima volta in Italia – una sua “Lectio Magistralis”.

Yoshio Taniguchi è nato a Tokyo nel 1937, figlio del noto architetto Yoshiro. Ha compiuto i suoi studi prima nella città natale e poi negli Stati Uniti, a Harvard. Per oltre dieci anni ha collaborato con lo studio di Kenzo Tange. Specializzatosi nella realizzazione di musei ed edifici pubblici –  come la Shiseido Art House, il Museo fotografico Ken Domon, l’acquario Sea Life Park di Tokyo, il Museo Municipale d’arte di Toyota e la Galleria Horyuji all’interno del Museo Nazionale di Tokyo – Taniguchi sembra manifestare nelle sue opere un’evidente apertura al nuovo, rivelando però i suoi legami  con la tradizione formale del Movimento Moderno. Sostenitore di un minimalismo sofisticato, grazie all’uso di linee semplici che creano effetti illusori, alla sua capacità di ottimizzare lo spazio e la luce e a un raffinato e delicato senso della bellezza, ha vinto nel 1997 il concorso per l’ampliamento di uno dei più importanti musei del mondo, il Musem Modern of Art di New York (MOMA). Taniguchi ha realizzato, inoltre, altri importanti musei, come il Kagawa Art Museum, il Kasai Rinkai Park Visitor Center, il Kyoto National Museum e il Suzuki Daisetsu Museum.

Attualmente il maestro Taniguchi, è impegnato nella ricostruzione dell’Hotel Okura – costruito negli anni sessanta dal padre Yoshirō che si era rifatto ai canoni occidentali pur mantenendo tratti distintivi dell’estetica giapponese – e nella progettazione del “Ginza 6-chome”, riqualificazione di due isolati dell’elegante quartiere di Ginza che prevede la realizzazione del più grande e raffinato edificio polifunzionale mai realizzato in Giappone.

Tra i numerosi riconoscimenti di cui è stato insignito, il più importante – nel 2005 – è il Praemium Imperiale, conferito dalla Japan Art Association.

Il nome e l’opera del maestro giapponese Yoshio Taniguchi costituiscono un nuovo importante capitolo nella storia del Piranesi Prix de Rome, che va ulteriormente ad arricchire un albo d’oro di altissimo profilo costellato da figure che hanno fatto dell’architettura contemporanea, il campo di applicazione privilegiato per una continua ricerca sull’essenza stessa dell’architettura e sui valori permanenti del classico nel complesso divenire e mutamento della realtà, da Rafael Moneo a David Chipperfield, da Peter Eisenman a Bernard Tschumi.

Interverranno

Livio Sacchi, Presidente dell’ordine degli Architetti di Roma
Umberto Vattani, Presidente della Fondazione Italia Giappone
Romolo Martemucci, Presidente dell’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia
Kazuyoshi Umemoto, Ambasciatore del Giappone in Italia
Lamberto Dini, già Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri e del Tesoro
Pier Federico Caliari, Direttore dell’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia
Luca Basso Peressut, Direttore del Piranesi Prix de Rome

L’incontro si terrà in lingua inglese.

La partecipazione all’evento riconosce agli Architetti iscritti ad un Ordine d’Italia i crediti formativi, per i quali la prenotazione è obbligatoria online al sito: http://www.architettiroma.it/formazione.

Per gli altri partecipanti è gradita la prenotazione tramite invio email al seguente indirizzo fondazione@italiagiappone.it
oppure telefonando allo 06 36915232