L’Accademia Adrianea, la cui denominazione costituisce un chiaro riferimento alla tradizione di studi incentrata sulla figura e sull’opera dell’imperatore Adriano, è stata fondata nel 2007 come esito di un impegno teoretico decennale in un’area di studi definiti come architettura per l’archeologia. In tale periodo di gestazione, i principali ambiti di ricerca in cui si sono impegnati i fondatori dell’Accademia sono stati l’Area Archeologica di Villa Adriana e l’Area Archeologica Centrale di Roma, nonchè l’esperienza dell’Ecòle des Beaux Arts sul corpo dell’archeologia romana e italiana in generale.

Ed è proprio dallo spirito del Grand Prix de Rome, il celebre concorso voluto da Colbert nel 1666 e riservato alla migliore gioventù francese, destinata a vivere la più straordinaria delle esperienze a Roma presso l’Acadèmie de France, che nasce nell’estate del 2003 il Premio Piranesi. Il modello del Grand Prix de Rome ha dunque permeato in profondità un’idea di scuola, basata su tre fondamentali elementi: il confronto progettuale in situ con le più importati aree archeologiche del pianeta; il grand tour come principio educativo basato sull’esperienza del viaggio; la qualità della restituzione grafica e l’utilizzo delle nuove tecnologie come strumento conoscitivo.

E’ proprio a partire dai disegni dei pensionnaires di Villa Medici, in particolare quelli comparsi su una serie di pregevoli pubblicazioni realizzate negli anni Novanta del secolo scorso, che si è sviluppata un’estetica, un modo di intendere il rapporto tra architettura e archeologia come arte, e quindi la scienza stessa come arte. La ricerca prende avvio quindi dagli envois degli architetti francesi vincitori del Grand Prix de Rome, come quelli di assoluto valore artistico e scientifico di Henri Auguste Deglane sul Palatino, di Constant Moyaux sui Fori Repubblicani e Campidoglio, di Gustave Adolphe Gerhardt sul Tempio del Sole al Quirinale; e ancora quelli su Villa Adriana, con le magnifiche sezioni territoriali di Pierre Jérome Honoré Daumet, di Charles Louis Girault e di Charles Louis Boussois oltre, naturalmente alle importantissime restituzioni di Pergamo di Emmanuelle Pontremoli. Assieme ai francesi, che di fatto hanno costituito il principale corpus di studi e attività in situ dell’archeologia romana prima dell’Unità d’Italia, la ricerca si è sviluppata nella direzione degli studi sulla topografia antica riferita all’Urbe, concentrandosi quindi sulle figure e l’opera di Giovanni Battista Nolli, Giambattista Piranesi, Luigi Canina e Rodolfo Lanciani.

Attorno a questo primo nocciolo di sapere, oltre a sperimentazioni progettuali sulle Domus Augustana, Tiberiana e Severiana del Palatino, sulla Domus Aurea, su Villa Adriana, le Terme Antoniniane e la Via Appia Antica, è nata la prima edizione del Premio Piranesi grazie ad una triangolazione tra Politecnico di Milano, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e Penn State University di Roma. Il Premio, inizialmente riservato agli studenti delle Facoltà di Architettura e di Lettere-Archeologia, ha avuto da subito un sensibile successo a livello di partecipazione. Per la sede del workshop-concorso ad esso connesso, dopo un ballottaggio tra Area Archeologica Centrale di Roma e Villa Adriana a Tivoli, viene scelta quest’ultima dando vita al Seminario Internazionale di Museografia di Villa Adriana-Premio Piranesi.

Alla prima edizione ne seguirono altre tre, di cui la terza attivata in partnership con la Direzione Generale per l’Architettura e le Arti Contemporanee del MiBAC, con la denominazione di Premio Piranesi_DARC.

Alla fine del 2006, dopo quattro edizioni, i tempi sono apparsi maturi per trasformare l’evento estivo del Premio Piranesi in progetto di formazione permanente e per fondare una vera e propria scuola basata sulla connessione tra le discipline del progetto e quelle dello scavo archeologico, mediate dalle discipline museografiche, che costituivano a loro volta il campo di applicazione e di sperimentazione multidisciplinare, i terreno franco su cui riaprire il dialogo tra architettura e archeologia.

Nasce così, all’inizio del 2007, l’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia Onlus la quale si pone subito come obbiettivi principali, da una parte, lo start up della Scuola e, dall’altra, il potenziamento e internazionalizzazione del Premio Piranesi. La prima, denominata School of Architecture and Design Museum for Archaeology, si struttura inizialmente su una duplice offerta: un corso di Master annuale e su un Corso di Specializzazione biennale. Il corso di Master, che successivamente ha inglobato il Corso di Specializzazione, ha registrato una crescita costante e alla decima edizione è passato da ventiquattro iscritti della prima edizione (2007_08) agli ottanta iscritti dell’attuale edizione (2016_17). La caratteristica del Corso di Master è l’itineranza, cioè la strutturazione dell’offerta formativa in una serie di workshop che si tengono in luoghi diversi in Italia e all’estero, sviluppando e potenziando l’idea settecentesca del Grand Tour e dell’esperienza analitica e progettuale in situ. Come per i pensionnaires, l’accesso al Master avviene attraverso la partecipazione ad una competizione, nella fattispecie proprio il Premio Piranesi. Riconnettendosi e chiudendo l’originario cerchio che univa il Grand Prix de Rome con l’esperienza del Grand Tour, l’Accademia Adrianea, è riuscita in questi anni a far aderire il suo progetto formativo – con una formula semplificata e per certi versi low cost – con quello ereditato dalle altre grandi Accademie attive nel XVIII e XIX secolo.

In nove edizioni (dal 2007 al 2015) del Master Itinerante in Museografia, Architettura e Archeologia. Progettazione strategica e gestione innovativa del Patrimonio Archeologico, l’Accademia ha promosso sei campagne di scavo archeologico a Villa Adriana (Piccole Terme, Tre Esedre, Piazza d’Oro); otto campagne di rilevamento con scanner laser (Grandi Terme, Teatro Marittimo, Cento Camerelle, Piccole Terme, Canopo, Palestre, Piazza d’Oro, Tempio di venere Cnidia, Roccabruna); ottantadue workshop, di cui ventisette all’estero, organizzati in partnership con prestigiose Istituzioni e Università in Italia, a Roma, Firenze, Venezia, Napoli, Paestum, Capri, Selinunte, Segesta, Palestrina, Ostia Antica, Torino, Genova, Milano, Trento-Konigsberg, e all’estero ad Alessandria d’Egitto, Xian (Cina), Phylae-Assuan-Luxor, Atene, Istanbul, Pergamo, Italica-Siviglia, Valencia-Sagunto, Sibiu e Sarmizegetusa (Romania), Berlino e New York. I partecipanti sono stati, compresa l’edizione in corso, cinquecento cinquanta.

Il potenziamento del Premio Piranesi, dal canto suo, ha vissuto il suo momento decisivo tra le settima e l’ottava edizione nell’autunno del 2009; l’edizione del 2008, peraltro, aveva già registrato un cambiamento nel nome della manifestazione, avendo assunto quello di Piranesi Prix de Rome, anche in virtù dell’azione propositiva dell’allora Assessore alle Politiche Culturali e Comunicazione di Roma Capitale, che lo inserì nel quadro della promozione culturale del Comune di Roma. La cosa comportò l’implementazione di un sito di progetto anche a Roma, nell’Area Archeologica Centrale, oltre al tradizionale sito di Villa Adriana.

Ma, la chiave di volta è stata la decisione di allargare il target del Premio – fino ad allora esclusivamente riservato al mondo universitario – anche ai professionisti operativi nel campo della progettazione museale e della valorizzazione dei beni archeologici. Nato e sviluppatosi come evento culturale a carattere eminentemente universitario, nel 2010 il Piranesi Prix de Rome apre ai professionisti, con l’obbiettivo di ampliare il campo d’indagine e l’offerta formativa per gli studenti partecipanti, dalla teoria alle best practises della realtà costruttiva nei siti archeologici. Con l’idea di mettere, letteralmente, davanti agli studenti i progettisti, quelli veri, e stabilire un rapporto di affinità elettive – in senso romantico, tra maestri e allievi – viene bandita la prima Call Internazionale per architetture costruite. Questa si è conclusa con l’assegnazione del Premio all’architetto portoghese João Luís Carrilho Da Graça per la musealizzazione del sito archeologico di Praça Nova a Lisbona, e con il conferimento del Prix de Rome alla Carriera al grande architetto spagnolo, già Pritzker Prize, Rafael Moneo, entrambi presenti al momento della proclamazione.

Alla prima Call, succede la seconda nel 2011, vinta dagli spagnoli Nieto Sobejano Arquitectos e dall’italiano Guido Canali (Premio alla Carriera), e la terza nel 2014, vinta dal portoghese Gonçalo Byrne Arquitectos ex aequo con gli italiani Tortelli e Frassoni associati. Il Premio alla Carriera è stato assegnato allo spagnolo Josè Ignacio Linazasoro. Negli anni in cui la Call non è stata attivata, l’Accademia Adrianea ha comunque proceduto nella sua attività di promozione istituzionale offrendo il Piranesi Prix de Rome ad altri grandissimi architetti del panorama internazionale contemporaneo, come David Chipperfield, Peter Eisenman, Barnard Tschumi e Yoshio Taniguchi.

La Call del 2016, aperta alle Scuole di Architettura in partnership con studi di progettazione di profilo internazionale, è dedicata alla riabilitazione e risignificazione di Via dei Fori Imperiali a Roma.

L’esito delle Call Internazionali è raccolto nel volume “Architettura per l’Archeologia. Museografia e Allestimento” di Luca Basso Peressut e Pier Federico Caliari, che costituisce uno spaccato dello stato dell’arte del progetto per il patrimonio in chiave internazionale. In esso sono raccolti, oltre ai due saggi introduttivi degli autori, cinquantuno progetti realizzati in altrettanti contesti archeologici che offrono nel loro insieme uno strumento non solo conoscitivo del tema dell’architettura per l’archeologia, ma un vero e proprio manuale di progettazione per il patrimonio.

 

ALBO D’ORO DEL PIRANESI PRIX DE ROME

 2010

  • João Luís Carrilho Da Graça (Portogallo). Sito archeologico di Praça Nova, Lisbona, Portogallo
  • Premio alla Carriera a Rafael Moneo (Spagna). Museo d’Arte Romana, Merida, Spagna

2011

  • NietoSobejano Arquitectos (Spagna) Museo Madinat Al Zahara, Cordoba, Spagna
  • Premio alla Carriera a Guido Canali (Italia). Museo di Santa Maria della Scala, Siena, Italia

2012

  • Premio alla Carriera a David Chipperfield (Gran Bretagna). Neues Museum, Berlino, Germania

2013

  • Premio alla Carriera a Peter Eisenman (Stati Uniti). Piranesi. Variation, Il Campo Marzio dell’Antica Roma

2014

  • Gonçalo Byrne Arquitectos (Portogallo), Museu Nacional Machado de Castro, Coinbra, Portogallo
  • GTRF Associati (Italia), Musealizzazione dei Mosaici dell’Aula di Cromazio, Aquileia, Italia
  • Premio alla Carriera a Josè Ignacio Linazasoro (Spagna), Centro Cultural Escuelas Pías de Lavapiés a Madrid, Spagna

2015

  • Premio alla Carriera a Bernard Tshumi (Svizzera), Museo dell’Acropoli di Atene, Grecia

2016

  • Premio alla Carriera a Yoshio Taniguchi (Giappone), Galleria del Horyuji Treasures, Tokyo National Museum, Tokyo, Giappone