CONVEGNO I 23 marzo 2017 I Il disegno dell’Area Archeologica Centrale e della Nuova Via dei Fori Imperiali.

PROGRAMMA

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APRE LA MOSTRA SUI PROGETTI PER LA NUOVA VIA DEI FORI IMPERIALI

Tra gli eventi della Settimana Adrianea (18-25 Marzo http://lnx.accademiaadrianea.net/), spiccano due eventi riguardanti il tema del futuro dell’Area Centrale Monumentale di Roma, da più di trent’anni oggetto di un dibattito che sembra non avere esaurito la sua forza propulsiva. Si tratta della mostra e del convegno dedicati agli esiti della Call Internazionale di progettazione per la riqualificazione e risignificazione di Via dei Fori Imperiali, la prima ed unica consultazione concorsuale pubblica bandita dal 1934, anno dell’ultimo grande concorso di architettura sulla stessa area al quale partecipò l’intera cultura architettonica di allora. Nel “calendario adrianeo” la mostra sarà allestita presso la Curia Senatus e inaugurata il 22 Marzo, mentre il convegno, ospitato presso la Sala Pietro da Cortona nei Musei Capitolini, è programmato per il giorno successivo, 23 Marzo. Gli eventi nel loro insieme sono il prodotto di un’intesa tra Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area Archeologica Centrale e l’Assessorato alla Crescita culturale del Comune di Roma.

La mostra alla Curia Senatus

La mostra, intitolata Piranesi Prix de Rome. Il Disegno della Nuova Via dei Fori Imperiali, resterà aperta fino al 2 Aprile 2017, presentando le idee e le proposte progettuali formalizzate su tavole e modelli, che sono emerse dalla consultazione pubblica internazionale, alla quale hanno aderito diciannove gruppi di ricerca e progettazione. Particolare è stata anche la formula di partecipazione, molto selettiva ed incentrata su una conduzione “biconsolare” dei gruppi che in base al bando dovevano essere formati da Scuole e Dipartimenti di Architettura italiani ed europei in partnership con studi professionali di profilo internazionale.

L’esito del concorso di idee, bandito dall’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia in collaborazione con l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia, e che si è chiuso il 30 Agosto scorso con la presentazione pubblica dei progetti, ha visto l’assegnazione di premi e riconoscimenti a sette progetti ritenuti maggiormente significativi per i differenti approcci metodologici proposti dai gruppi: il primo premio è stato aggiudicato a tre progetti in ex aequo: il gruppo di David Chipperfield con Alexander Schwarz dell’Università di Stoccarda, di Riccardo Petrachi con Luigi Franciosini dell’Univesità di Roma Tre a di Franco Purini dell’Università la Sapienza in collaborazione con Tommaso Valle. La Commissione ha inoltre deciso di assegnare tre menzioni speciali ai gruppi di Pierfranco Galliani del Politecnico di Milano assieme a Tortelli e Frassoni Associati, di Carmen Andriani dell’Università di Genova con lo spagnolo Guillermo Vasquez Consuegra, di Fabio Frabrizzi dell’Università di Firenze in collaborazione con Paredes Pedrosa Arquitectos, oltre ad una segnalazione per il gruppo di Gianluigi Mondaini con ABDR Studio.

La Call internazionale – spiegano i curatori – “è stata bandita a valle di una situazione considerata insostenibile, che vede il progressivo decadimento dello spazio pubblico progettato da Antonio Muñoz e Raffaele De Vico negli Anni Trenta. Un decadimento causato da una serie di interventi privi di un piano direttore di riferimento che a loro volta hanno generato situazioni estremamente critiche all’interno dell’Area Centrale Monumentale di Roma, come il taglio di Via Bonella e quello in essere di Via Alessandrina, la distruzione di un pezzo della bellissima sistemazione di De Vico per Piazza Venezia, e in generale quella del verde pubblico – dalla demolizione del Viridarium Veneris et Romae a quella del parco cresciuto in settant’anni sopra il Foro di Traiano, oppure come l’enigmatico scavo del grande triangolo del medesimo Foro che invece di mostrare il suolo dove camminava Apollodoro di Damasco ha monumentalizzato modesti scantinati”.

La posizione degli organizzatori è chiara: rimettere in discussione un metodo che appare da tempo fuori controllo e tornare a quello del progetto di architettura mediato dall’istituto concorsuale, affidando lo sviluppo critico ad un ampio coinvolgimento scientifico e artistico, e la valutazione delle scelte operative alla qualità delle proposte architettoniche. Proposte, tra l’altro, assenti da trent’anni e che hanno deliberatamente abdicato di fronte al paradigma del Progetto Fori, il quale – spiegano ancora i curatori – “ha completamente ingessato qualsiasi alternativa a se stesso generando una sorta di messianica attesa della sua affermazione demolitoria. La Call nasce come alternativa, quindi, al Progetto Fori che è considerato urbanisticamente sbagliato”.

Il convegno ai Musei Capitolini

Il convegno da parte sua, ha il compito di riaprire il dibattito sul futuro dell’Area Centrale Monumentale di Roma, in considerazione di quanto esposto alla mostra ma anche di una valutazione, il più possibilmente realistica, della situazione di disagio in cui versa l’area. Mentre per I lavori della Metropolitana si scorge una fine e una risistemazione di quanto demolito ante operam, per il resto dell’area compresa tra Piazza Venezia e la Basilica di Massenzio, la situazione non è per nulla chiara e mostra di essere in profonda crisi.

Il taglio della Via Alessandrina riapre ferite recenti e pone il problema del vincolo monumentale disatteso. Il ricordo del taglio di Via Bonella, con l’isolamento della Chiesa dei Santi Luca e Martina, è troppo fresco per non generare una fortissima preoccupazione su quella che è possibile considerare l’onda lunga del Progetto Fori, con la progressiva demolizione di un pezzo della città moderna attuato nel tempo con una logica rapsodista.

Sulle ferite aperte e sulle prospettuve future si discuterà in tre sessioni di dibattito moderate da Orazio Carpenzano, Direttore del Dipartimento di Architettura e Progettazione dell’Università La Sapienza, da Pier Federico Caliari, Presidente dell’Accademia Adrianea e curatore degli eventi adrianei e da Elisabetta Pallottino, Direttore del Dipartimento di Architettura dell’Univerità di Roma Tre. I relatori invitati sono figure di alto rilievo accademico e istituzionale, testimoni del dibattito trentennale e profondi conoscitori delle vicende culturali legate al destino dell’Area: oltre ai Soprontendenti Francesco Prosperetti e Claudio Parisi Presicce, parteciperanno nella prima sessione Pasquale Cialdini, Amministratore Unico di Roma Metropolitane, Ruggero Martines, già Soprintendente regionale per i beni architettonici e il paesaggio del Lazio, Pio Baldi, Accademico di San Luca e Claudio Strinati, Storico dell’Arte, già Soprintendente per il Polo Museale Romano. Nella seconda sessione interverranno, Nicola Di Battista, Direttore di Domus, rivista di architettura e design, Alfonso Giancotti, Presidente del Comitato Scientifico della Casa dell’Architettura, Giovanni Carbonara, Professore Emerito di Restauro architettonico presso la Sapienza Università di Roma e Livio Sacchi del Consiglio Nazionale degli Architetti.

Infine nella terza sessione sono previsti gli interventi di Angelo Torricelli, Presidente della Commissione Scientifica del Piranesi Prix de Rome 2016, Marco Dezzi Bardeschi, Direttore di Ananke, rivista di architettura e cultura del restauro, Gianni Accasto, già Professore Ordinario presso la Sapienza Università di Roma e Francesco Cellini, già Preside della Facolta di Architettura dell’Università di Roma Tre.

Per l’occasione verrà presentato il catalogo della mostra, intitolato Piranesi Prix de Rome, Progetti per la Nuova Via dei Fori Imperiali, curato da Luca Basso Peressut e Pier Federico Caliari.

 

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

ORE 08:30
Registrazioni dei partecipanti.

ORE 09:00
Presenta
PIER FEDERICO CALIARI, Presidente dell’Accademia Adrianea,
Politecnico di Milano

Saluti dalle autorità
LUCA BERGAMO, Vice Sindaco di Roma
LINDA MELEO, Assessore alla Città in Movimento – Roma

Saluti degli organizzatori
ALESSANDRO RIDOLFI, Presidente OAR
VIRGINIA ROSSINI, Presidente Dipartimento Beni Culturali – OAR
ROMOLO MARTEMUCCI, Presidente Onorario Accademia Adrianea
PAOLA ROSSI, Responsabile Area Concorsi – OAR

ORE 09:45
Introduce e coordina
ORAZIO CARPENZANO, Direttore del Dipartimento di Architettura e Progetto presso la Sapienza Università di Roma

ORE 10:00
Prima sessione. Presentazione del Volume
Piranesi Prix de Rome. Progetti per la Nuova Via dei Fori Imperiali
Aiòn Editore, Firenze
I curatori
LUCA BASSO PERESSUT, Direttore Piranesi Prix de Rome,
Politecnico di Milano
PIER FEDERICO CALIARI, Presidente dell’Accademia Adrianea,
Politecnico di Milano

ORE 10:45
Discussione. Interventi di
FRANCESCO PROSPERETTI, Soprintendente Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica Centrale
CLAUDIO PARISI PRESICCE, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali del Comune di Roma
PASQUALE CIALDINI, Amministratore Unico di Roma Metropolitane
RUGGERO MARTINES, già Soprintendente regionale per i beni architettonici e il paesaggio del Lazio
PIO BALDI, Accademico di San Luca
CLAUDIO STRINATI, Storico dell’Arte, già Soprintendente per il Polo Museale Romano
ORE 12:15
Domande dal parterre
ORE 13:00 – 14:30
Pausa pranzo
ORE 14,30
Introduce e coordina
PIER FEDERICO CALIARI, Presidente dell’Accademia Adrianea,
Politecnico di Milano

Seconda sessione.
Storia e Futuro di Via dei Fori Imperiali
NICOLA DI BATTISTA, Architetto Direttore di Domus, Rivista di architettura e design
ALFONSO GIANCOTTI, Presidente del Comitato Scientifico della Casa dell’Architettura
GIOVANNI CARBONARA, Architetto, Professore emerito di Restauro architettonico presso la Sapienza Università di Roma
LIVIO SACCHI, Consiglio Nazionale degli Architetti

ORE 16,00
Tavola rotonda

Introduce e coordina
ELISABETTA PALLOTTINO, Direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre

Intervengono
ANGELO TORRICELLI, Architetto, Presidente della Commissione Scientifica del Piranesi Prix de Rome 2016
MARCO DEZZI BARDESCHI, Direttore di Ananke, rivista di architettura e cultura del restauro
GIANNI ACCASTO, già Professore Ordinario presso la Sapienza Università di Roma
FRANCESCO CELLINI, già Preside della Facoltà di Architettura dell’Università di Roma Tre

ORE 17,30
Domande dal parterre e considerazioni conclusive

ORE 18:30
Registrazioni CHECK/OUT dei partecipanti.

MOSTRA I Via dei Fori Imperiali I 22 marzo – 2 aprile 2017

 

Piranesi Prix de Rome.
IL DISEGNO DELLA NUOVA VIA DEI FORI IMPERIALI.

MOSTRA DEI PROGETTI
della Call Internazionale di Progettazione per la riqualificazione e risignificazione di Via dei Fori Imperiali

Curia Senatus
22 MARZO – 2 APRILE 2017

Opening 22 Marzo
ore 18,00 – 20,00

 

ORARI DELLA MOSTRA

23 – 25 Marzo
Dalle 13,30 alle 17,30

Domenica 26 Marzo
Dalle 14,00 alle 18,00

Lunedì 27 Marzo
Chiuso

28 – 31 Marzo
Dalle 14,00 alle 18,00

Sabato 1 Aprile
Dalle 15,00 alle 18,00

Domenica 2 Aprile
Dalle 13,00 alle 18,00

IL PIRANESI PRIX DE ROME ALLA CARRIERA 2017 ALL’ARCHITETTO PORTOGHESE EDUARDO SOUTO DE MOURA

COMUNICATO STAMPA / PRESS RELEASE

Il Comitato Scientifico del Piranesi Prix de Rome, in collaborazione con L’Ordine degli Architetti Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori di Roma e provincia e con il Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano hanno indicato Eduardo Souto de Moura per l’assegnazione del Piranesi Prix de Rome alla Carriera.
L’architetto portoghese ritirerà il prestigioso riconoscimento all’alta formazione classica in architettura, Venerdì 24 Marzo 2017 alla Casa dell’Architettura – Acquario Romano di Roma, dove offrirà una lectio magistralis nella quale ripercorrerà i momenti salienti della sua carriera professionale, cominciata nel 1980.
Lo annunciano congiuntamente il Presidente Emerito dell’Accademia Adrianea, Prof Romolo Martemucci, il Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, Alessandro Ridolfi, il Direttore del Piranesi Prix de Rome, Luca Basso Peressut e Federico Bucci, Pro Rettore del Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano, dopo ampio dibattito sulle candidature – avviato già dal mese di giugno scorso – con gli altri membri del Comitato Scientifico, i professori Livio Sacchi (Consiglio Nazionale degli Architetti PPC), Luigi Spinelli e Barbara Bogoni del Polo Territoriale di Mantova e Pier Federico Caliari, curatore del Piranesi Prix de Rome.
Souto de Moura, classe 1952 e già vincitore del Pritzker Prize nel 2011 (considerato il Premio Nobel per l’Architettura), è uno degli architetti più noti e influenti del mondo. Ha cominciato i suoi studi alla Scuola Italiana di Oporto per poi attendere alla Scuola di Belle Arti dove come aspirante artista, dove ha studiato scultura. Successivamente, ha prevalso però l’interesse per l’architettura che lo ha portato alla laurea nel 1980. E’ stato collaboratore e assistente di Alvaro Siza (altro Pritzker portoghese) presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Porto.
E’ professore ordinario presso il Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano dove insegna Architectural Design in Historical Context e Progettazione Architettonica. Ha inoltre insegnato architettura a Ginevra, Parigi-Belleville, alla Harvard University, Dublino, ETH Zurich, Losanna e all’Accademia di Architettura di Mendrisio.
Tra i progetti più noti: il Centro Culturale di Oporto (1981-1990), la Casa in Alcanena (1987-1992); la Casa del Cinema Manoel de Oliveira a Oporto (1998- 2002); lo stadio comunale di Braga (2000-2004); il Centro de Arte Contemporanea de Bragança (2002-2008); la Casa das Historias Paula Rego a Cascais (2005-2009); Casa das Artes di Oporto; la trasformazione dell’edificio della dogana di Oporto in Museo dei Trasporti e delle Comunicazioni (1993-2002); il recupero del convento di Santa Maria do Bouro (1989-1997); il Centro Culturale “Espacio Miguel Torga” a Sabrosa (2007-2011); il Museu Paula Regola (2005-2009); la riconversione del Convento das Bernardas a Tavira (2006-2013).

Souto de Moura è stato inoltre insignito di molti premi e onorificenze da parte di prestigiosi enti pubblici, privati e atenei in tutto il mondo. Tra gli altri, oltre al già citato Pritzker Prize, l’International Prize for Stone in Architecture a Verona, il Primo Premio nella Biennale Ibero Americana per la realizzazione della Pousada Santa Maria do Bouro, il Premio Pessoa, la Medaglia d’Oro Heinrich-Tessenow. E’ stato nominato membro dell’American Academy of Arts & Sciences; è stato insignito del grado di Grand’Ufficiale dell’Ordem Militar de Sant’Iago da Espada di Oporto e nominato Socio Onorario del Royal Architecture Institute del Canada, Socio Onorario dell’Ordine degli Architetti del Portogallo e Membro dell’Academy of Arts di Berlino per la Sezione Architettura.
Il nome e l’opera del maestro portoghese costituiscono un nuovo importante capitolo nella storia del Piranesi Prix de Rome, che va ulteriormente ad arricchire un albo d’oro di altissimo profilo costellato da figure che hanno fatto dell’architettura contemporanea, il campo di applicazione privilegiato per una continua ricerca sull’essenza stessa dell’architettura e sui valori permanenti del classico nel complesso divenire e mutamento della realtà, da Rafael Moneo a David Chipperfield, da Peter Eisenman a Bernard Tschumi e Yoshio Taniguchi.

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PROGRAMMA (scarica il programma in pdf)

Ore 15.30
Registrazione CHECK IN dei partecipanti

Ore 16.00
Saluti
Alessandro RIDOLFI
Presidente dell’ordine degli Architetti di Roma
Alfonso GIANCOTTI
Presidente CTS Casa dell’Architettura
Romolo MARTEMUCCI
Presidente emerito Accademia Adrianea
Barbara BOGONI
Vice presidente Corso di Laurea Specialistica
Polo Territoriale di Mantova – Politecnico di Milano

Ore 16:30
Presentazione
L’albo d’oro del Piranesi Prix de Rome
Pier Federico CALIARI
Presidente Accademia Adrianea

Ore 16:45
Prolusione
Federico BUCCI
Pro Rettore del Polo Territoriale di Mantova
Politecnico di Milano

Ore 17:15
Cerimonia di consegna del
Piranesi Prix de Rome alla carriera

Ore 17:30
Lectio Magistralis di
Eduardo SOUTO DE MOURA

Ore 18:30
Domande dal parterre

Ore 18.50
Registrazione CHECK OUT dei partecipanti

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THE 2017 PIRANESI PRIX DE ROME CAREER ACHIEVEMENT AWARD TO THE PORTUGUESE ARCHITECT EDUARDO SOUTO DE MOURA

The Awards Committee of the Piranesi Prix de Rome, In collaboration with the Ordine degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori di Roma e Provincia together with the Polo Territoriale di Mantova of Politecnico di Milano and the Pantheon Institute of Rome, have selected Eduardo Souto de Moura to receive the 2017 Piranesi Prix de Rome Career Achievement Award.
The Architect will receive the prestigious recognition, for the high classical formation in architecture, on Friday the 24th of March, 2017, at the Casa dell’Architettura – Acquario Romano in Rome, where he will offer a lectio magistralis during which he will outline the salient moments of his professional career from its beginning in 1980.
The conjoint announcement is being made by Presidente Emerito of the Accademia Adrianea, Prof. Arch. Romolo Martemucci, the President of the Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia, Alessandro Ridolfi, the Director of the Premio Piranesi, Luca Basso Peressut and Federico Bucci, Pro Rettore of the Polo Territoriale of Mantova of Politecnico di Milano, after ample discussion on the candidates – started already in the month of June 2016 – with other members of the Scientific Committee, professor Livio Sacchi (Consiglio Nazionale degli Architetti PPC), Luigi Spinelli and Barbara Bogoni of the Polo Territoriale of Mantova and Pier Federico Caliari, curator of the Piranesi Prix de Rome.
Souto de Moura, born in 1952, and winner of the Pritzker Prize of 2011 (considered the Nobel prize equivalent in architecture), is one of the most noteworthy and influential architects of the world. He started his studies at the Italian School of Oporto. He then attended the School of Fine Arts where, as aspiring artist, he studied sculpture. Subsequently, his interest in architecture prevailed and took him to the Degree in 1980. He was a collaborator and assistant to Alvaro Siza (other Portuguese Pritzker winner) at the Architecture Faculty of the University of Porto.
He is currently Full Professor at the Polo Territoriale of Mantova of Politecnico di Milano where he teaches Architectural Design in Historical Contexts and Architectural Design. In addition he has taught architecture at Geneva, Paris-Belleville, as well as Harvard University, Dublin, ETH Zurich, Losanne, and the Accademia di Architettura in Mendrisio.
Among his most noteworthy projects: The Centro Culturale of Oporto (1981-1990), the House in Alcanena (1987-1992); the Casa of Cinema Manoel de Oliviera in Oporto (1988-2002); the Municipal Stadium of Braga (2000-2004); the Contemporary Art Center in Braganca (2002-2008); the Casa das Historias Paula Rego in Cascais (2005-2009); Casa das Artes in Oporto; the redesign of the customs building of Oporto into the Transportations and Communications Museum (1993-2002); the redesign of the Convent of Santa Maria do Bouro (1989-1997); the Cultural Center “Espacio Miguel Torga” in Sabrosa (2007-2011); the Paula Regola Museum (2005-2009); and the redesign of the Convent of Bernardas at Tavira (2006-2013).

Souto de Moura has, in addition, received many awards and honors from prestigious public institutions the world over. Among these, the already mentioned Pritzker Prize, the International Prize for Stone in Architecture from Verona, the First Prize in the Biennale Ibero Americana for the project of the Pousada Santa Maria do Bouro, the Premio Pessoa, and the Heinrich-Tessenow Gold Medal. He has been nominated member of the American Academy of Arts and Sciences; has been inducted with the grade of Grand Officier to the Ordem Militar de Sant’Iago da Espada of Oporto and nominated Honorary Member of Royal Architecture Institute of Canada, Honorary Member of the Order od Architects of Portugal, and inducted Member of the Academy of Arts in Berlin – Architecture Sector.
The name and works of this portuguese master constitute a new and important chapter in the recent history of the Piranesi Prix de Rome, that adds to and enriches its gold album list of high profile recipients which have made contemporary architecture the field of privileged application for a continuous research on the essence itself of architecture and its permanent classical values in the constant reiteration and becoming of reality, from Rafael Moneo to David Chipperfield, from Peter Eisenman to Bernard Tschumi and Yoshio Taniguchi.

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Esm personal photo by Juan Rodriguez
Selected buildings photo by Luis Ferreira Alves

SETTIMANA ADRIANEA I 18-25 marzo

SETTIMANA ADRIANEA

 

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Scarica la locandina della Settimana Adrianea

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Tra gli eventi della Settimana Adrianea (18-25 Marzo http://lnx.accademiaadrianea.net/), spiccano due eventi riguardanti il tema del futuro dell’Area Centrale Monumentale di Roma, da più di trent’anni oggetto di un dibattito che sembra non avere esaurito la sua forza propulsiva. Si tratta della mostra e del convegno dedicati agli esiti della Call Internazionale di progettazione per la riqualificazione e risignificazione di Via dei Fori Imperiali, la prima ed unica consultazione concorsuale pubblica bandita dal 1934, anno dell’ultimo grande concorso di architettura sulla stessa area al quale partecipò l’intera cultura architettonica di allora. Nel “calendario adrianeo” la mostra sarà allestita presso la Curia Senatus e inaugurata il 22 Marzo, mentre il convegno, ospitato presso la Sala Pietro da Cortona nei Musei Capitolini, è programmato per il giorno successivo, 23 Marzo. Gli eventi nel loro insieme sono il prodotto di un’intesa tra Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area Archeologica Centrale e l’Assessorato alla Crescita culturale del Comune di Roma.

La mostra alla Curia Senatus

La mostra, intitolata Piranesi Prix de Rome. Il Disegno della Nuova Via dei Fori Imperiali, resterà aperta fino al 2 Aprile 2017, presentando le idee e le proposte progettuali formalizzate su tavole e modelli, che sono emerse dalla consultazione pubblica internazionale, alla quale hanno aderito diciannove gruppi di ricerca e progettazione. Particolare è stata anche la formula di partecipazione, molto selettiva ed incentrata su una conduzione “biconsolare” dei gruppi che in base al bando dovevano essere formati da Scuole e Dipartimenti di Architettura italiani ed europei in partnership con studi professionali di profilo internazionale.

L’esito del concorso di idee, bandito dall’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia in collaborazione con l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia, e che si è chiuso il 30 Agosto scorso con la presentazione pubblica dei progetti, ha visto l’assegnazione di premi e riconoscimenti a sette progetti ritenuti maggiormente significativi per i differenti approcci metodologici proposti dai gruppi: il primo premio è stato aggiudicato a tre progetti in ex aequo: il gruppo di David Chipperfield con Alexander Schwarz dell’Università di Stoccarda, di Riccardo Petrachi con Luigi Franciosini dell’Univesità di Roma Tre a di Franco Purini dell’Università la Sapienza in collaborazione con Tommaso Valle. La Commissione ha inoltre deciso di assegnare tre menzioni speciali ai gruppi di Pierfranco Galliani del Politecnico di Milano assieme a Tortelli e Frassoni Associati, di Carmen Andriani dell’Università di Genova con lo spagnolo Guillermo Vasquez Consuegra, di Fabio Frabrizzi dell’Università di Firenze in collaborazione con Paredes Pedrosa Arquitectos, oltre ad una segnalazione per il gruppo di Gianluigi Mondaini con ABDR Studio.

La Call internazionale – spiegano i curatori – “è stata bandita a valle di una situazione considerata insostenibile, che vede il progressivo decadimento dello spazio pubblico progettato da Antonio Muñoz e Raffaele De Vico negli Anni Trenta. Un decadimento causato da una serie di interventi privi di un piano direttore di riferimento che a loro volta hanno generato situazioni estremamente critiche all’interno dell’Area Centrale Monumentale di Roma, come il taglio di Via Bonella e quello in essere di Via Alessandrina, la distruzione di un pezzo della bellissima sistemazione di De Vico per Piazza Venezia, e in generale quella del verde pubblico – dalla demolizione del Viridarium Veneris et Romae a quella del parco cresciuto in settant’anni sopra il Foro di Traiano, oppure come l’enigmatico scavo del grande triangolo del medesimo Foro che invece di mostrare il suolo dove camminava Apollodoro di Damasco ha monumentalizzato modesti scantinati”.

La posizione degli organizzatori è chiara: rimettere in discussione un metodo che appare da tempo fuori controllo e tornare a quello del progetto di architettura mediato dall’istituto concorsuale, affidando lo sviluppo critico ad un ampio coinvolgimento scientifico e artistico, e la valutazione delle scelte operative alla qualità delle proposte architettoniche. Proposte, tra l’altro, assenti da trent’anni e che hanno deliberatamente abdicato di fronte al paradigma del Progetto Fori, il quale – spiegano ancora i curatori – “ha completamente ingessato qualsiasi alternativa a se stesso generando una sorta di messianica attesa della sua affermazione demolitoria. La Call nasce come alternativa, quindi, al Progetto Fori che è considerato urbanisticamente sbagliato”.

Il convegno ai Musei Capitolini

Il convegno da parte sua, ha il compito di riaprire il dibattito sul futuro dell’Area Centrale Monumentale di Roma, in considerazione di quanto esposto alla mostra ma anche di una valutazione, il più possibilmente realistica, della situazione di disagio in cui versa l’area. Mentre per I lavori della Metropolitana si scorge una fine e una risistemazione di quanto demolito ante operam, per il resto dell’area compresa tra Piazza Venezia e la Basilica di Massenzio, la situazione non è per nulla chiara e mostra di essere in profonda crisi.

Il taglio della Via Alessandrina riapre ferite recenti e pone il problema del vincolo monumentale disatteso. Il ricordo del taglio di Via Bonella, con l’isolamento della Chiesa dei Santi Luca e Martina, è troppo fresco per non generare una fortissima preoccupazione su quella che è possibile considerare l’onda lunga del Progetto Fori, con la progressiva demolizione di un pezzo della città moderna attuato nel tempo con una logica rapsodista.

Sulle ferite aperte e sulle prospettuve future si discuterà in tre sessioni di dibattito moderate da Orazio Carpenzano, Direttore del Dipartimento di Architettura e Progettazione dell’Università La Sapienza, da Pier Federico Caliari, Presidente dell’Accademia Adrianea e curatore degli eventi adrianei e da Elisabetta Pallottino, Direttore del Dipartimento di Architettura dell’Univerità di Roma Tre. I relatori invitati sono figure di alto rilievo accademico e istituzionale, testimoni del dibattito trentennale e profondi conoscitori delle vicende culturali legate al destino dell’Area: oltre ai Soprontendenti Francesco Prosperetti e Claudio Parisi Presicce, parteciperanno nella prima sessione Pasquale Cialdini, Amministratore Unico di Roma Metropolitane, Ruggero Martines, già Soprintendente regionale per i beni architettonici e il paesaggio del Lazio, Pio Baldi, Accademico di San Luca e Claudio Strinati, Storico dell’Arte, già Soprintendente per il Polo Museale Romano. Nella seconda sessione interverranno, Nicola Di Battista, Direttore di Domus, rivista di architettura e design, Alfonso Giancotti, Presidente del Comitato Scientifico della Casa dell’Architettura, Giovanni Carbonara, Professore Emerito di Restauro architettonico presso la Sapienza Università di Roma e Livio Sacchi del Consiglio Nazionale degli Architetti.

Infine nella terza sessione sono previsti gli interventi di Angelo Torricelli, Presidente della Commissione Scientifica del Piranesi Prix de Rome 2016, Marco Dezzi Bardeschi, Direttore di Ananke, rivista di architettura e cultura del restauro, Gianni Accasto, già Professore Ordinario presso la Sapienza Università di Roma e Francesco Cellini, già Preside della Facolta di Architettura dell’Università di Roma Tre.

Per l’occasione verrà presentato il catalogo della mostra, intitolato Piranesi Prix de Rome, Progetti per la Nuova Via dei Fori Imperiali, curato da Luca Basso Peressut e Pier Federico Caliari.

 

CALENDARIO DELLA SETTIMANA ADRIANEA

18 MARZO
ore 17,00 – Pantheon Institute Studio, Via Lata 6
Opening XI edizione del Master Internazionale Itinerante in
Architettura e Museografia per l’Archeologoia 2017-18

19 MARZO
ore 10,00 – Pantheon Institute Studio, Via Lata 6
Workshop Internazionale di Museografia per l’Archeologia Roma Caput voluta.
La stazione archeologica
In collaborazione con Roma Metropolitane

Leggi il programma

20 MARZO
ore 10,00 – Auditorium di Roma Metropolitane, Via Tuscolana 171/173
Seminario di studi e visita al cantiere della stazione San Giovanni – Linea Metro C

21 MARZO
ore 14,00 – Aula Magna della Scuola di Architettura di Valle Giulia
Presentazione e discussione dei progetti della
Call Internazionale per la riqualificazione e risignificazione
di Via dei Fori Imperiali.

22 MARZO
ore 18,00 – Curia Senatus (Ingresso gratuito da Via dei Fori Imperiali)
Piranesi Prix de Rome. Il disegno della nuova Via dei Fori Imperiali.
Mostra dei progetti della Call Internazionale di Progettazione per la
riqualificazione e risignificazione di Via dei Fori Imperiali.
In collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo
e l’Area Archeologica Centrale
Opening 22 Marzo, ore 18,00 – 20,00 – Aperta dal 22 Marzo al 2 Aprile

Consulta gli orari

23 MARZO
ore 9,00 – Musei Capitolini, Sala Pietro da Cortona
Convegno
Il disegno dell’Area Archeologica Centrale e della Nuova Via dei Fori Imperiali.
In collaborazione con l’Assessorato alla Crescita Culturale
del Comune di Roma e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Leggi il programma completo

24 MARZO
ore 16,00 – Casa dell’Architettura di Roma – Piazza Manfredo Fanti, 47 – Roma
Lectio magistralis di Eduardo Souto de Moura
e cerimonia di consegna del Piranesi Prix de Rome alla carriera

25 MARZO
ore 9,30 – Pantheon Institute Studio
Discussione delle tesi della X edizione del Master Internazionale Itinerante
in Architettura e Museografia per l’Archeologia e cerimonia di consegna dei diplomi

 

La nuova collana adrianea. PROGETTARE ARCHEOLOGIA. TEORIE, QUESTIONI, PROSPETTIVE

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Progettare Archeologia è il titolo, un po’ provocatorio di questa collana, della quale questo volume costituisce il primo numero. La provocazione sta nel fatto che nel comune pensare il dato archeologico è, appunto, un dato, cioè qualcosa con cui si ha a che fare perché è sempre stato lì, muto testimone del trascorrere del tempo che lo allontana dalla propria origine. Il dato archeologico è così perché è, perché è sempre stato così ed è il mondo che si trasforma attorno a lui e non viceversa. Quindi, è evidente che, nella logica normale, non è possibile progettare archeologia, perché non si progetta ciò che preesiste e prescinde. Punto. Si progetta ciò che non c’è.

Questa collana invece ha l’obbiettivo di registrare, accogliere e diffondere l’idea, opposta a quella del sentire comune, secondo cui l’archeologia è, invece, oggetto di progetto, in quanto oggetto estetico. Oggetto quindi del desiderio di identità che la coscienza di una comunità sente come propria. Progetto archeologico e progetto identitario sono qualcosa di sovrapponibile. Quello che li differenzia è che il primo tratta il secondo, non perché è sempre stato lì, ma perché da ora in avanti ha un senso nel comunicare una visione del mondo, che è aderente con una storia, ma che non è la storia. Ne è solo la semplice rappresentazione. Ecco quindi il senso originale: archeologia e progetto vivono in una dimensione tutta legata alla rappresentazione, tutta legata al mostrare quello che non c’è più.

L’archeologia come la conosciamo oggi è in gran parte un prodotto della modernità. Possiamo dire che l’archeologia non esiste senza il progetto moderno che le ha affidato questo ruolo nuovo. Prima di questo compito sociale, l’archeologia era cava, giacimento, luogo della sottrazione. E’ grazie all’architettura che l’archeologia è tornata ad essere oggetto sociale ed è grazie alla ricomposizione a cui è stata sottoposta che essa è tornata ad essere architettura, sebbene frammentaria, in un paesaggio architettonico e naturalistico.

In questa collana, raccoglieremo i contributi che provengono dall’architettura e che vanno nella direzione dell’archeologia e a favore della sua rappresentazione, laddove questa assume i tratti di un allestimento, di una nobile sistemazione delle cose visibili, e che vive in una dimensione ostensiva all’interno di un Delta T che non sempre è determinabile con una previsione di scadenza. La dimensione in cui l’architettura si manifesta attraverso l’archeologia è quindi ispirata da una consapevole incompiutezza e allo stesso tempo da una vocazione museografica e paesaggistica.

Questo primo numero, curato da Massimo Bellotti, raccoglie contributi di diversa provenienza geografica, prodotti anche in tempi differenti e generalmente tutti ascrivibili agli eventi e call attivati dall’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia Onlus tra il 2012 ed oggi. Altri scritti sono stati specificatamente richiesti agli autori e quindi possono essere considerati come scritti d’occasione.

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07_10_2016 PRESENTAZIONE DELLA XI EDIZIONE DEL MASTER ITINERANTE

masteritinerante2016

Pier Federico Caliari, Direttore Generale dell’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia Onlus, presenterà il programma della XI edizione del Master Itinerante in Museografia, Architettura e Archeologia, che avrà inizio a marzo 2017.

Il master è istituito sulla base della particolare formula dell’itineranza, con la specificità di avere un insieme di sedi differenti, nelle quali vengono organizzati singoli workshop di studio e progettazione.

Ogni workshop è metodologicamente autonomo, secondo il principio della differenza degli approcci al problema del rapporto tra Museografia, Architettura e Archeologia. Il master Itinerante propone pertanto, una serie di nove esperienze originali e salienti in altrettante location di prestigio e livello internazionale.

La location degli otto  workshop sarà  scelte fra queste città: Roma, Torino, Valencia-Sagunto, Bergamo, Brescia, Selinunte-Segesta, Villa Adriana, Capri, Berlino, Napoli, Istanbul, Atene, New York, Persepolis (Iran). La scelta verrà effettuata durante la presentazione.

Il master è rivolto ad Architetti, Ingegneri, Designer interessati ad approfondire professionalmente i temi del progetto di Architettura per il Patrimonio archeologico

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Pier Federico Caliari, General Director of the Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia onlus, will present the program of the XI edition of the Itinerant Master in Itinerant Architecture, Archaeology and Museum Design, which will begin in March 2017.

It is organized around a unique educational formula that includes multiple sites in different locations where individual design workshops are held.
Each workshop is methodologically autonomous, relating to the difference in approach in establishing a site-specific relationship between museum design, architecture and archeology. The master’s degree program is composed of ten learning experiences situated in an equal number of important and prestigious international locations.

The workshops of this edition will be held in 8 locations, selected from these cities: Rome, Turin, Valencia-Sagunto, Bergamo, Brescia,  Selinunte-Segesta, Villa Adriana, Capri, Berlin, Naples, Istanbul, Athens, New York, Persepolis. The choise will be done during this meeting.

The master is open to Architects, Engineers, Designers interested to the themes of the architectural project for the Archaeological Heritage.

07-15_10_2016 WS AQUILEIA, LUBLJANA, GRADO VENEZIA

Ecco il programma del sesto workshop del Master Itinerante 2016-2017

 

 

ACCADEMIA ADRIANEA DI ARCHITETTURA E ARCHEOLOGIA
IUAV_ ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA DI VENEZIA

Project Leaders
Sandro Pittini, Federica Alberti

Titolo: Le città visibili

Il workshop è finalizzato alla progettazione di una “costellazione” di luoghi informativi a servizio dei visitatori da collocarsi all’interno dei principali siti dell’area archeologica urbana di Aquileia a supporto dell’attuale sistema museale

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I VINCITORI DEL CONCORSO

 

COMUNICATO STAMPA 30_08_016

PIRANESI PRIX DE ROME 2016_XIV EDIZIONE
ESITI DEL CONCORSO PER VIA DEI FORI IMPERIALI. PROGETTI VINCITORI E SEGNALATI

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Il concorso di idee per Via dei Fori Imperali a Roma, bandito dall’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia, è giunto al termine della sua procedura. Si è riunita infatti la Commissione giudicatrice del Piranesi Prix de Rome 2016, che ha valutato I diciotto progetti che hanno partecipato alla consultazione pubblica.

La commissione, presieduta in modo “biconsolare” dai Professori Angelo Torricelli e Giuliano Volpe, e coordianta da Paola Rossi e dal curatore Pier Federico Caliari, è espressa decidendo di assegnare premi e riconoscimenti a sette progetti ritenuti maggiormente significativi per i differenti approcci e metodologie proposte dai gruppi: il primo premio è stato aggiudicato a tre progetti in ex aequo, al gruppo David Chipperfield con Alexander Schwarz (Berlino), a Riccardo Petrachi con l’Univesità di Roma Tre, coordinato da Luigi Franciosini, e a Franco Purini (Università la Sapienza) con Tommaso Valle. La Commissione ha poi deciso di assegnare tre menzioni speciali ai gruppi di Pierfranco Galliani (Politecnico di Milano) con Tortelli e Frassoni Associati, Carmen Andriani (Università di Genova) con Guillermo Vasquez Consuegra (Spagna), Fabio Fabbrizzi (Università di Firenze) con Paredes Pedrosa Arquitectos (Spagna), oltre ad una segnalazione per il gruppo di Gianluigi Mondaini con ABDR Studio.

Il curatore del concorso, il Prof Pier Federico Caliari, direttore dell’Accademia Adrianea, esprime così la sua soddisfazione: “È stata una procedura concorsuale estremamente complessa a cominciare dalla formula di partecipazione che richiedeva una partnership a ratio difficils tra Università e studi di progettazione di alto profilo internazionale, passando per la complessità e delicatezza del tema progettuale – la più importante area monumentale e archeologica del mondo – dispiegato in un sito patrimonio dell’Umanità. Siamo riusciti a portarla in porto con il particolare merito di non aver gravato di un centesimo sulle risorse pubbliche, coinvolgendo le Istituzioni anche nel processo decisionale di valutazione e ottenendo, crediamo, un risultato di alto profilo scientifico, di cui il Ministero e Comune di Roma potranno, se lo vorranno, fare uso e riferimento”.

Il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia Alessandro Ridolfi sottolinea: “Roma ha bisogno di guardare a un futuro concreto. La nostra città non può rimandare l’appuntamento con il tema dello sviluppo, c’è la necessità di coniugare lo straordinario patrimonio storico di Roma con scelte architettoniche al passo con i nostri tempi e con le nuove esigenze della cittadinanza. Abbiamo scelto di ridisegnare l’area storica attinente ai fori imperiali attraverso un concorso di idee che speriamo si possa un giorno tramutare in un concorso di progettazione preso in carico dall’amministrazione. Il Premio Piranesi che assegniamo oggi è il segno che gli architetti possono dare un vero contributo all’evoluzione positiva della nostra città riportando la Capitale al centro del dibattito architettonico nazionale ed internazionale”.

Tra i membri della Commissione figurano due importanti esponenti del MiBACT, il Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, Prof Giuliano Volpe e il Soprintendente per l’Area Archeologica Centrale, Arch Francesco Prosperetti.

Giuliano Volpe, già presidente della Commissione paritetica MiBACT-Roma Capitale, riferendosi proprio a quella esperienza, afferma: “Sono particolarmente soddisfatto dell’esito del concorso di idee perché la commissione paritetica aveva auspicato, al di là delle specifiche soluzioni proposte, uno sforzo progettuale basato sia su una profonda conoscenza della complessità della stratificazione storica sia sul coraggio di sperimentare, cercando di superare contrapposizioni oramai solo ideologiche e di coniugare città antica e città attuale, passato e presente, area centrale e intero spazio urbano. Le idee, le suggestioni, le proposte presenti nei progetti premiati e in molti altri candidati al Premio costituiscono un patrimonio importante. Mi auguro che questa iniziativa contribuisca anche a riprendere il percorso di collaborazione tra Comune e Ministero finalizzato alla costituzione di un soggetto unitario di gestione, senza il quale appare difficile elaborare e attuare un progetto di riqualificazione dell’area archeologica centrale”.

Francesco Prosperetti, dal canto suo, e in veste di responsabile dell’area oggetto del concorso, aggiunge: “La Commissione ha selezionato tre progetti di sicura eccellenza, che incarnano altrettante visioni del futuro dei Fori imperiali di Roma. La prima soluzione esprime l’esigenza di dar forma nei Fori ad uno spazio urbano contemporaneo,  sovrapposto al tessuto archeologico, disegnato con sapienza e passione; la seconda interpreta quello stesso spazio come un grande parco, denso di reminiscenze romantiche ma attrezzato con nuove architetture di grande qualità; la terza raccoglie in un progetto idee e suggestioni già esistenti sull’area centrale, dal ponte sui fori al museo nel parco di villa Rivaldi, e le articola  in una proposta unitaria”.

Sul lato della valutazione degli spetti disciplinari riferiti alle questioni proprie di architettura, archeologia e museografia è il Direttore del Piranesi Prix de Rome che per entrare nella complessità del tema progettuale: “In ambito museologico e museografico si pone sempre la questione della rappresentazione e della narrazione. In un ambito di archeologia urbana quale è quello della via dei Fori Imperiali e dell’area monumentale centrale di Roma la rappresentazione è demandata all’architettura e al suo ruolo trasformativo della città e di definizione del paesaggio urbano tra storia e contemporaneità. La narrazione, il racconto del palinsesto archeologico è demandato a procedure dicarattere museografico, tenendo conto che non si tratta di una narrazione lineare ma di una conoscenza che è soprattutto esperienziale in cui il rapporto con spazi e manufatti o reperti, introduce una elaborazione soggettiva della conoscenza e dunque va sottolineata, commentata e implementata anche da dispositivi che sono propri della museografia. In questo senso I risultati della call sono estremamente soddisfacenti e fortemente evocativi”.

Uno degli aspetti più interessanti presenti tra I vari temi di progetto concorso è stato quello dell’interazione tra infrastrutture a sistemazione architettonica e archeologica. In particolare il rapporto tra le stazioni della Metro C, assume in chiave di previsione futura un ruolo decisivo. Nella relazione della Commissione Paritetica Mibact-Roma Capitale, documento di riferimento allegato al bando della Call for project Fori Imperiali, la prosecuzione e il completamento dei lavori per la realizzazione della Metro C “non solo fino a Piazza Venezia, ma anche fino a Piazza san Pietro e oltre, secondo il progetto originario” è ritenuta assolutamente strategica  per alleggerire la pressione della circolazione privata anche nell’area archeologica centrale e favorirne l’accessibilità.

In alcuni progetti partecipanti alla Call, inoltre, la presenza delle stazioni Fori Imperiali e Venezia della Linea C diventa un elemento qualificante e partecipe per la fruizione dell’area archeologica centrale. In particolare, le proposte progettuali hanno approfondito gli interventi nell’area di via dei Fori Imperiali, oggi interessata dal cantiere per la realizzazione della stazione metropolitana, declinando diverse soluzioni sull’articolazione topografica caratterizzata dai livelli alti del giardino di villa Rivaldi su un lato della via e la basilica di Massenzio sull’altro fino ai vari livelli ipogei della nuova stazione.

Il rapporto che si instaura fra l’infrastruttura metropolitana e l’archeologia diventa, attraverso la sensibilità e la capacità progettuale, occasione per sanare la frattura fra la superficie e il sotterraneo. I percorsi ipogei delle stazioni, quotidiani e occasionali, acquistano così un importante ruolo che prepara alle maestosità degli scorci monumentali sul Colosseo, sulla Basilica di Massenzio o, nel caso della stazione Venezia, sugli Auditoria di Adriano e sull’Altare della Patria.

Ad un tema così delicato e potenzialmente oggetto di grande discussione, gli organizzatori hanno risposto istituendo una Commissione che coinvolge un ampio numero di membri selezionati tra rappresentanti delle istituzioni, professori universitari, professionisti di livello mondiale e autorevoli direttori di riviste di settore. Figure come i già citati Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Francesco Prosperetti, Soprintendente di Stato per l’Area Archeolgica Centrale; Luca Basso Peressut, Direttore del Piranesi Prix de Rome, Romolo Martemucci, Presidente dell’Accademia Adrianea, Pio Baldi, Accademico di San Luca, oppure architetti di livello mondiale come Gonçalo Byrne, Fuensanta Nieto (NietoSobejano Arquitectos), Marco Casamonti, e poi ancora Angelo Torricelli, Luigi Spinelli, e Nicola Leonardi, si sono uniti ai rappresentanti dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia a partire dal suo Presidente, Alessandro Ridolfi e dal suo predecessore Livio Sacchi, alla responsabile dell’Area Concorsi, Paola Rossi, al Presidente del Dipartimento dei Beni Culturali, Virginia Rossini, e al Presidente della Casa dell’Architettura, Alfonso Giancotti, per dare vita ad una discussione articolata e autorevole, finalizzata a valutare i migliori progetti nella prospettiva di un futuro e reale interesse da parte delle Istituzioni a mettere finalmente mano al sito archeologico e monumentale più importante del mondo.

Luigi Franciosini @ Università Roma Tre con Riccardo @ 2TR STUDIO.Luigi Franciosini @ Università Roma Tre con Riccardo @ 2TR STUDIO

Alexander SCHWARZ @ Universität Stuttgart con Martin Richert @ David Chipperfield Architects.Alexander SCHWARZ @ Universität Stuttgart con Martin Richert @ David Chipperfield Architects.

Fanco Purini @ Sapienza Università di Roma con Tommaso Valle @ STUDIO VALLEFranco Purini @ Sapienza Università di Roma con Tommaso Valle @ STUDIO VALLE

 

28_08_2016 – COMUNICATO STAMPA

PIRANESI PRIX DE ROME 2016_XIV EDIZIONE

I PROGETTI IN CONCORSO PER VIA DEI FORI IMPERIALI PRESENTATI ALLA CASA DELL’ARCHITETTURA

PIRANESI_CALL-VAI-DEI-FORI-IMPERIALI

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Il concorso di idee per Via dei Fori Imperali a Roma, bandito dall’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia, è giunto al termine della sua procedura. Lunedì 29 agosto saranno presentati in seduta pubblica i diciotto progetti in gara.

Saranno presenti i commissari della Giuria e una notevole presenza di pubblico che già da settimane ha raggiunto il tetto della disponibilità di posti a sedere.

Al concorso, organizzato e sviluppato totalmente in forma no profit, hanno partecipato in partnership Scuole di Architettura di Università italiane e straniere e studi professionali di alto profilo internazionale, impegnati nel grande tema dell’architettura per l’archeologia. Tra questi, nomi importantissimi, tra i più noti del panorama europeo e mondiale.

Il presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia, Alessandro Ridolfi, esprime così la sua soddisfazione per il successo dell’iniziativa e chiede una svolta in termini di valorizzazione dell’istituto concorsuale: “La consultazione internazionale per i Fori Imperiali ha riportato la città di Roma al centro del dibattito architettonico mondiale. Il tema della valorizzazione dell’area archeologica più significativa e visitata al mondo è stata una occasione importante per tutti i progettisti che si sono confrontati con la storia dell’architettura antica. I progetti premiati al concorso di idee verranno messi a disposizione dell’amministrazione capitolina. L’Ordine degli Architetti di Roma e provincia auspica che la nuova giunta di Roma Capitale adotti la prassi del concorso per le eventuali future trasformazioni della città”.

Molte sono le ragioni che hanno portato l’Accademia Adrianea e l’Ordine degli Architetti di Roma alla realizzazione di questo concorso di idee per la riqualificazione dell’area centrale monumentale di Roma, diventata ormai impellente.

E’ il direttore dell’Accademia Adrianea nonchè curatore del Piranesi Prix de Rome, il Prof Pier Federico Caliari, ad enucleare ragioni, obbiettivi e modalità del concorso:

“Il concorso è stato bandito perchè se ne sentiva francamente il bisogno. Questo per due ragioni: da una parte, lo stato delle cose, cioè la necessità di riqualificare una delle strade più importanti del mondo e che tutto il mondo ci invidia, la quale è stata interessata negli ultimi anni da pesantissime trasformazioni che richiedono ora una ricomposizione generale. Dall’altra,il consolidarsi di una prassi basata sulla consultazione “privata” anzichè sulla consultazione pubblica. Prassi attiva dagli anni ottanta del secolo scorso e che ha di fatto esautorato l’istituto concorsuale stesso a favore del coinvolgimento diretto di singoli progettisti. Noi consideriamo le questioni relative non solo a Via dei Fori Imperiali ma a tutta l’Area Archeologica Centrale, un corpus problematico enorme e troppo complesso per essere affrontato con modalità parziali e senza il dovuto coinvolgimento pubblico”.

Ci si chiede, evidentemente, cosa si vuole ottenere con questo concorso e se esiste, in prospettiva, un secondo capitolo dopo l’assegnazione del Piranesi Prix de Rome a fine Agosto. Fino a dove si vuole arrivare? E’ stato programmato un sequel?

“Questo concorso è finalizzato ad ottenere innanzitutto un risultato scientifico. Il bando è stato disegnato in base a questo principio. Ma il caso ha anche voluto che la procedura corresse anche in parallelo all’elezione del nuovo sindaco di Roma. Non possiamo quindi far finta di niente e non comprendere l’occasione straordinaria che si pone, non solo sotto il profilo mediatico, ma soprattutto sotto il profilo delle politiche culturali che la nuova amministrazione sceglierà di attuare. L’esito di questo concorso è un corpus di idee scientificamente fondate che sarà disponibile per chi governa la città. Possiamo dire che l’insieme delle conoscenze, idee e strategie progettuali sottese a questa consultazione costituisce un dono molto prezioso offerto alla città di Roma e, speriamo, occasione di sviluppo realizzativo per coloro che meglio figureranno al termine confronto concorsuale”.

La presentazione dei progetti, contestuale al convegno intitolato “Area Centrale di Roma. Idee e progetti per Via dei Fori Imperiali”, durerà l’intera giornata di lunedì 29 agosto, dalle 9.00 alle 19.00. La cerimonia di premiazione si svolgerà martedì 30 agosto, alle ore 17.00 sempre alla Casa dell’Architettura – Acquario Romano (Piazza Manfredo Fanti 47 – Roma)